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Le politiche regionali per la prevenzione


La Regione del Veneto ha profuso molto impegno per creare e sviluppare una rete di interconnessione tra le strutture regionali, le Aziende ULSS, in particolare con i Dipartimenti di Prevenzione, e tutti gli altri soggetti, pubblici e privati, regionali e locali, anche del mondo produttivo e della società civile.

Le Regioni e le Province Autonome, a seguito dell’Intesa Stato-Regioni del 29 aprile 2010 con la quale è stato adottato il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2010-2012, si erano impegnate a definire entro il termine del 31.12.2010 un proprio Piano della Prevenzione “per la realizzazione degli interventi previsti dal Piano Nazionale” declinato secondo le macroaree e linee di intervento poste dal PNP, in relazione al contesto demografico, socio-economico, ed al profilo di salute della propria realtà territoriale.

La Regione del Veneto con DGR. 3139 del 14 dicembre 2010 ha approvato il Piano Regionale Prevenzione (PRP) - Anni 2010 – 2012 provvedendo alla definizione del Quadro di Riferimento Regionale e, sulla scorta dei dati sanitari forniti dai sistemi di sorveglianza, ha elaborato il Piano Regionale della Prevenzione per gli anni 2010-2012. Successivamente con D.G.R. n. 845 del 4/06/2013 il Veneto ha recepito l'Accordo del 7/02/2013 sancito in Conferenza Stato-Regioni che ha provveduto a prorogare al 31 dicembre 2013 il PNP 2010-2012 e quindi il PRP e ha permesso di rimodulare le linee progettuali contenute nel PRP.

I principi ispiratori che hanno caratterizzato il PRP 2010-2013 sono stati i seguenti cinque elementi:

  1. ASSICURARE la programmazione di nuove linee di lavoro considerata la rapida trasformazione sociale, della tecnologia, l’urbanizzazione ed il mutamento climatico. Sempre più è indispensabile integrare le conoscenze rafforzando la ricerca soprattutto in alcune aree quali le malattie infettive emergenti o riemergenti, per prevenire la diffusione di nuove malattie infettive o la ricomparsa di malattie debellate, con la collaborazione dei Centri e Laboratori Specializzati regionali, con lo scambio di dati ed informazioni tra Regioni, con il Ministero, l’ISS, il CCM, e - in prospettiva- con altre Nazioni;
  2. MIGLIORARE la catena dell’informazione tramite sistemi informativi unici regionali per il monitoraggio e la gestione degli screening oncologici, le vaccinazioni e le malattie infettive in coordinamento tra di loro e con i flussi nazionali.
  3. GARANTIRE una risposta rapida tramite procedure semplificate e coordinate ad emergenze, soprattutto di natura infettiva.
  4. ARMONIZZARE LE INIZIATIVE IN UN SISTEMA A RETE coinvolgendo tutti gli interlocutori, con la creazione di gruppi di lavoro tematici coordinati;
  5. RESPONSABILIZZARE IL SINGOLO per promuovere scelte consapevoli, in grado di assicurare il benessere riducendo i rischi, nell’ottica di avviare azioni capillari sul territorio.

Il PRP 2010-2013 ha assicurato - rispetto al passato - continuità per quanto ha riguardato il completamento degli obiettivi di salute definiti dai Piani della prevenzione adottati negli anni precedenti (Piano 2005-2007, Piani 2007-2008-2009). In particolare il Piano ha consolidato le Linee di lavoro dei precedenti Piani in relazione alla: valutazione del rischio cardiovascolare attraverso l’attivazione di un Progetto CCM di prevenzione cardiovascolare primaria sul modello di programma di screening oncologico (IV screening), prevenzione degli incidenti in ambito lavorativo e in ambito domestico, prevenzione delle patologie lavoro correlate, prevenzione delle malattie suscettibili di vaccinazione, promozione di stili di vita salutari in relazione alla alimentazione, all’attività fisica, prevenzione dei tumori e consolidamento di programmi di screening (mammografico, colon retto, citologico), messa a regime dei sistemi di sorveglianza su popolazione (Passi, Passi D’argento, OKkio…).

Nel contempo il PRP ha dato vita e sviluppato nuove aree di intervento, in sintonia con quanto definito dal Piano nazionale quali: la prevenzione delle malattie infettive per le quali non vi è disponibilità di vaccinazioni soprattutto in riferimento alla tubercolosi, la prevenzione delle patologie da esposizione professionale e non professionali, ad agenti chimici - fisici - biologici, la prevenzione delle malattie determinate da alimenti, ivi compresa l’acqua, la promozione degli stili di vita in relazione a tutti i fattori di rischio individuati dal Programma Guadagnare salute, la prevenzione delle malattie osteoarticolari, i disturbi psichiatrici, la prevenzione delle complicanze e delle recidive di malattia.

Le logiche alle quali ha risposto il Piano sono state quelle di favorire il coinvolgimento di tutti i settori della società accanto al sistema sanitario; l’integrazione e la trasversalità degli interventi di sanità pubblica; la continua valutazione del rischio.

La stesura del Piano, e dei relativi progetti attuativi, è stata possibile grazie alla collaborazione assicurata dai direttori dei Dipartimenti di Prevenzione e referenti aziendali delle Ulss, che con grande disponibilità hanno affiancato la Regione del Veneto.

Dal punto di vista metodologico, il PRP ha risposto all’esigenza di raccogliere in un unico documento le attività della prevenzione, secondo gli obiettivi di salute ritenuti prioritari in relazione al contesto ed alla realtà regionale, garantire omogeneità di interventi sul territorio indirizzando l’azione delle strutture sanitarie Az.Ulss verso interventi di salute efficaci.

È stato fondamentale per sviluppare le molteplici linee di progetto inserite nel PRP lavorare in rete con le reti. Molto impegno della Regione del Veneto è stato profuso per creare e sviluppare una rete che potesse interconnettere le strutture regionali, le Aziende ULSS, in particolare, con i Dipartimenti di Prevenzione e tutti gli altri soggetti, pubblici e privati, regionali e locali, anche del mondo produttivo e della società civile.

La scelta operativa della Regione del Veneto è stata quella di avvalersi fin dalle prime fasi progettuali di un nucleo di referenti, non necessariamente appartenenti all’organizzazione regionale, ma più spesso alle Aziende UlLSS o ad altri Enti regionali (ARPAV, ecc), a cui è stata affidata anche la gestione operativa delle azioni condivise e coprogettate. Ciascun referente di linea progettuale ha coordinato, co-progettato e realizzato unitamente a reti di referenti locali delle Aziende ULSS, nominati dal Direttore Generale, attraverso i quali le diverse linee operative trovano uno sviluppo concreto nel territorio in modo uniforme. In tal modo la responsabilità dell’azione è stata condivisa a diversi livelli di intervento, regionale e locale, e ciò ha permesso attraverso continui interscambi di valutare ed eventualmente modificare le azioni in essere per renderle più aderenti alle esigenze territoriali.

Al Piano Regionale Prevenzione – Area sanità pubblica hanno afferito 14 macro linee progettuali. Ciascuna coinvolge 23 referenti aziendali per un totale di circa 140 persone coinvolte.

Tale modello organizzativo ha richiesto a livello regionale una forte azione di coordinamento e di integrazione tra le diverse linee di lavoro, attraverso azioni di: partecipazione a gruppi tecnici e di lavoro specifici; supporto tecnico-scientifico alle azioni progettuali; azioni centrali trasversali a sostegno delle linee progettuali: formazione, produzione di report e linee guida, monitoraggio e valutazione continui. Annualmente sono organizzate a livello regionale almeno 2 riunioni di programmazione con la rete di referenti delle Aziende Sanitarie per linea progettuale (circa 40 riunioni totali), a cui si aggiungono le numerose riunioni intersettoriali che vengono organizzate a livello locale su specifici argomenti.

Il fondamento di tale impianto metodologico resta la convinzione che le sfide odierne in sanità pubblica possono essere affrontate con strategie complesse e con ampia condivisione degli obiettivi e delle responsabilità cosicché l’importanza dell’essere in rete e di lavorare in rete è diventata oramai da anni un caposaldo della governance della Prevenzione della Regione del Veneto.

Nel complesso all’interno del PRP sono stati sviluppati oltre 70 progetti/programmi distribuiti nelle 22 linee di intervento indiate nel PNP inserite a loro volta in 4 macroaree: 1. Medicina predittiva (2); 2. Prevenzione universale (54); 3. Prevenzione della popolazione a rischio (19); 4. Prevenzione delle complicanze e delle recidive di malattia (2).